3 apr - Il Cavaliere scrive ai romani: «Così Veltroni e Rutelli hanno distrutto Roma»
di Nicoletta Cottone Il Sole 24 ore
Berlusconi scrive ai romani: «L'eredità che ci lascia l'ex sindaco Veltroni é pesante. La sinistra, nonostante quel che pretende di far credere, ha costruito una città egoista» e «ha premiato i poteri forti, anzi i più forti». In una lettera inviata ai cittadini di Roma a sostegno dei candidati del Popolo della libertà, che inizia con «Cara amica, caro amico», il Cavaliere attacca pesantemente le gestioni di sinistra nella Capitale, da Veltroni a Rutelli. La lettera è parte di un libro sulla Capitale, diffuso in un milione di copie, intitolato «C'era una volta il modello Roma di Rutelli e Veltroni – L'eredità della sinistra», una raccolta di articoli sul degrado di Roma pubblicati sui maggiori quotidiani italiani. Si tratta di un dossier di 96 pagine, coordinato da Francesco Giro e dal suo staff, che in 5 capitoli (ambiente, sicurezza, sociale, sanità ed economia) analizza i mali della capitale.
I numeri del fallimento della sinistra – si legge nella lettera – parlano non di un "modello Roma", ma di un "disastro Roma": 37 mila famiglie senza casa; oltre 50mila bambini su un totale di 75mila, nella fascia d'età tra 0 e 3 anni, senza asilo nido; solo 30mila anziani su un totale di 565mila over 65 che riescono a beneficiare di un servizio di assistenza offerto dal Comune di Roma; 9 mila disperati costretti ancora a vivere in condizioni di assoluto degrado in baraccopoli lungo le sponde del Tevere. Qui - prosegue il leader di Fi - sono stati spesi addirittura 3,7 milioni di euro per i campi nomadi, contro soltanto 5 milioni di euro che nel 2006 la Regione ha destinato all'emergenza abitativa a Roma». »Veltroni é per Roma ciò che Prodi – scrive Berlusconi – é per l'Italia. Veltroni e Prodi pari sono».
Dai microfoni di Radio 24, rispondendo al direttore di Radio24, Giancarlo Santalmassi, il leader del Pd Walter Veltroni, ex sindaco di Roma, bolla come propaganda la lettera del Cavaliere. «Ricordo – dice Veltroni – che Berlusconi, quando lui era premier e io sindaco, si sperticava nelle lodi alla città di Roma. Ora che invece c'è la campagna elettorale vale il contrario. Fa parte della propaganda, della commedia dell'arte di una certa politica, nella quale io non voglio entrare». Il Lazio è una Regione decisiva nella corsa al Senato, tanto che è proprio nella Regione si concentrano i comizi finali dei principali partiti. I voti dei romani saranno, infatti, determinanti nella corsa al Senato, dove il meccanismo del premio di maggioranza potrebbe riservare sorprese.
31 marzo 2008
ECCO LA LETTERA DI BERLUSCONI AI ROMANI
Cara amica, caro amico
l’Italia è un grande Paese e Roma è la Capitale, una città patrimonio del mondo. Noi lo sappiamo e ne siamo orgogliosi. È la sinistra ad averlo dimenticato. Il nostro impegno sarà quello di restituire dignità all’Italia e alla sua Capitale. L’eredità che ci lascia l’ex sindaco Veltroni è pesante. La sinistra, nonostante quel che pretende di far credere, ha costruito una città egoista. Siamo noi che vogliamo una città solidale. Del resto la sinistra ha premiato i poteri forti, anzi i più forti.
Noi invece vogliamo una città realmente vicina ai più deboli, meno diseguale, una città di qualità. I numeri del fallimento della sinistra parlano non di un "modello Roma", ma di un "disastro Roma": 37mila famiglie senza casa; oltre 50mila bambini su un totale di 75mila, nella fascia d’età tra 0 e 3 anni, senza asilo nido; solo 30mila anziani su un totale di 565mila over 65 che riescono a beneficiare di un servizio di assistenza offerto dal Comune di Roma; 9mila disperati costretti ancora a vivere in condizioni di assoluto degrado in baraccopoli lungo le sponde del Tevere. Qui sono stati spesi addirittura 3,7 milioni di euro per i campi nomadi, contro i soltanto 5 milioni di euro che nel 2006 la Regione ha destinato all’emergenza abitativa a Roma. Veltroni è per Roma ciò che Prodi è per l’Italia. Veltroni e Prodi pari sono. Altro che il "modello Roma", anche qui è stato applicato solo il «modello Visco», quello del "tassa e spendi". E anche qui ha fatto danni: Roma è fra le città più tartassate d’Italia.
La pressione fiscale per abitante è passata da 412 a 655 euro. Questo non ha però evitato che il sindaco di Roma ci lasciasse in eredità un debito che il prossimo anno raggiungerà 9 miliardi di euro. La tassa sui rifiuti ha colpito i bilanci delle famiglie romane con incremento fino al 30%, che per i negozi, i ristoranti e gli alberghi è stato addirittura del 48%. Ma la città è sempre più sporca e degradata. La raccolta differenziata è bloccata a poco più del 15% contro il doppio di Milano. Nel Lazio ci sono solo 3 termovalorizzatori contro i 13 della Lombardia. Roma ha la più grande discarica d’Europa, a Malagrotta: doveva chiudere due anni fa, ma continua ad accumulare immondizia perché la sinistra parolaia non vuole costruire i nuovi impianti di smaltimento.
Tremano le vene ai polsi al solo pensiero che un sindaco che lascia questa eredità abbia la velleità di guidare l’Italia. Cari amici, perché anche Roma si rialzi dal degrado economico, sociale e morale servono proposte e soluzioni forti, come quelle del Popolo della Libertà. Realizzeremo le infrastrutture per rendere scorrevole il traffico: l’anello ferroviario, nuovi parcheggi di scambio, le metropolitane (A, B, B1, C, D). Costruiremo 25mila nuove case per chi ha redditi più bassi e realizzeremo nuovi asili per 10mila bambini. Ridurremo le tasse comunali. Daremo sicurezza alla città chiudendo tutti i campi nomadi abusivi e controllando con severità quelli regolari; combatteremo la criminalità in tutte le sue forme con poliziotti, carabinieri e vigili di quartiere.
Svilupperemo la raccolta differenziata e gli impianti di smaltimento dei rifiuti per scongiurare l’incubo Napoli e chiuderemo la discarica di Malagrotta.
Care amiche, cari amici, dopo i suoi venti anni di governo, la sinistra ci lascia una Capitale da rifare. Oggi è possibile cambiare. Per questo il 13 e il 14 aprile vi chiedo di fare la scelta giusta, di votare e far votare il Popolo della Libertà, alla Camera e al Senato; Gianni Alemanno al Comune, Alfredo Antoniozzi alla Provincia e i candidati del Popolo della Libertà nei municipi. Sarà un atto di profondo amore per Roma.
Un forte, cordiale abbraccio
Silvio Berlusconi