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16 feb - ROMA, ANTENNE SU SCUOLA GIORGIERI



AN MANIFESTA PER RICHIEDERE LA RIAPERTURA DELLA SCUOLA “LICIO GIORGIERI”







“Via le antenne dalla scuola”. Questo lo slogan con il quale Alleanza Nazionale ha manifestato insieme ai cittadini e ai ragazzi del quartiere davanti alla scuola dell’infanzia Licio Giorgieri, in Via Licio Giorgieri 46, per richiedere “la riapertura della struttura chiusa oramai da un anno a causa della presenza di due ripetitori di telefonia mobile che danneggiano la salute dei bambini”.

“Il plesso scolastico Licio Giorgieri sull’Aurelia, aperto otto anni fa, è una struttura moderna e funzionale, completa di arredi acquistati solo due anni fa, tolta al patrimonio comune a causa di scelte scellerate da parte dell’amministrazione capitolina che prima ne ha permesso la costruzione e poi ne ha sacrificato la funzionalità, costringendo così le famiglie ad iscrivere i loro figli in strutture private per salvaguardare la loro salute - dichiarano in una nota i promotori della manifestazione, Fabrizio Santori , capogruppo di An al municipio XVI ed Antonio Aumenta, Vicecaprogruppo di An al municipio XVI.

L’ubicazione delle antenne, autorizzate nel 2003, in un sito riservato ai piccoli è un atto di irresponsabilità da parte del Comune di Roma che prima ha sottoscritto un protocollo d’intesa con le società concessionarie di telefonia mobile e poi lo calpesta autorizzando, con un colpevole silenzio, quotidiani attentati alla salute dei bambini.

Sarebbe quanto mai opportuno che l’amministrazione comunale autorizzasse impianti a grave impatto elettromagnetico a distanze considerevoli e solo dopo rilevamenti tecnico – ambientali, evitando accuratamente le zone sensibili, tra le quali naturalmente le scuole per l’infanzia.

E’ necessario, pertanto, predisporre preventivamente una mappatura contenente l’elenco delle zone adeguate all’installazione ma soprattutto permettere l’immediata apertura della struttura anche per soddisfare una piccola parte dei 1000 bimbi che ogni anno rimangono nelle liste d’attesa delle strutture scolastiche che dovrebbero rappresentare un diritto che la giunta Veltroni non è mai riuscita a garantire – conclude la nota.